Bellezza Femminile
Come è cambiata nella storia

L’ideale di bellezza femminile, da sempre, si evolve nel corso del tempo. Ogni epoca propone modelli di bellezza differenti, per cui ciò che per noi rappresenta l’ideale di perfezione oggi, potrebbe non esserlo stato affatto un secolo fa, o un millennio fa.
Vediamo come è cambiato il concetto di bellezza femminile nella storia.

La bellezza femminile nell’Antico Egitto


L’ideale di bellezza femminile nell’Antico Egitto era impersonato da una donna dal corpo esile, dalle spalle strette, dalla vita alta e dal volto simmetrico. Le immagini giunte fino a noi testimoniano che erano particolarmente apprezzati i tratti che esprimevano dolcezza e grazia, assieme a sensualità e forza, eleganza e mistero.

La bellezza femminile nell’Antica Grecia


I principi di armonia e proporzione fisica della Grecia Classica rappresentano tutt’ora un’ideale universale di bellezza, come testimoniato dalle impressionanti sculture dell’epoca.
Ma cos’era la bellezza per i greci? Si trattava di un insieme di grazia, misura, proporzione, equilibrio, simmetria e armonia. Nelle donne, in particolar modo, erano apprezzate la morbidezza e la sinuosità delle forme e vengono raffigurate con fianchi larghi e seni e glutei non troppo pronunciati, ma rotondi e sodi.

La bellezza femminile nell’Antica Roma


L’Impero romano ha avuto una notevole durata e si è spinto fino “ai confini del mondo”, quindi è difficile parlare di un unico canone di bellezza. Diciamo che, inizialmente, lo standard di bellezza femminile era incarnato dal modello mediterraneo: capelli lunghi e scuri, pelle abbronzata o comunque carnagione olivastra, gambe lunghe, spalle strette, seni piccoli e fianchi larghi.
Con l’espansione verso il Nord Europa e la scoperta di popolazioni così differenti da quelle mediterranee, i modelli di riferimento cambiarono notevolmente, rendendo rispondenti all’ideale di bellezza le donne alte, bionde o rosse, con gli occhi azzurri e la pelle chiarissima.

La bellezza femminile nel Medioevo


Nel Medioevo l’ideale di bellezza femminile è incarnato da una donna esile e dalla pelle estremamente pallida, candida, dai capelli biondi e lunghissimi, con la fronte alta, gli occhi azzurri o grigi e la bocca rosea.
Il seno doveva essere piccolo e per nasconderlo il più possibile veniva persino compresso con una fascia; al contrario il ventre veniva messo in evidenza inserendo delle imbottiture sotto i vestiti.

La bellezza femminile nel Rinascimento


Dopo l’epoca medievale, dimessa e austera, tornano in auge gli ideali di bellezza dell’epoca classica. La donna rinascimentale torna ad avvicinarsi alle figure delle divinità greche, per cui le linee del corpo divengono più morbide, i fianchi larghi e il seno abbondante. In comune con il periodo storico precedente rimane solo la predilezione per gli incarnati pallidi e candidi.

La bellezza femminile in epoca vittoriana


In epoca vittoriana, la morbidezza delle forme viene esaltata al massimo grado, per cui il corpo femminile ideale è paffuto, sodo e voluttuoso, ma non grasso. Di enorme rilevanza è il punto vita, che deve essere assolutamente segnato: per questo motivo le donne usavano indossare degli strettissimi corsetti che conferiva loro una forma a clessidra, ritenuta ideale assoluto di bellezza.

La bellezza femminile durante i primi del ‘900


Durante i primi anni del secolo scorso, ovvero durante i ruggenti anni ’20, assistiamo ad un deciso cambio di tendenza e si torna ad un ideale di donna meno spiccatamente femminile. Sono quindi di moda i corpi snelli, i seni piatti e persino i tagli di capelli corti e i look mascolini.

La bellezza femminile oggi


Durante il ‘900 si sono alternati modelli femminili opposti: da quelli androgini di inizio secolo a quelli formosi e procaci delle pin-up e dell’epoca d’oro di Hollywood, passando di nuovo per le figure esili e sottili degli anni ’60 per arrivare alle prime top model atletiche e formose degli anni ’80. Negli anni ’90 torna l’ideale di magrezza portato, potremmo dire, all’esasperazione, con le celeberrime modelle definite addirittura “heroin chic”, magrissime, androgine e diafane, che vengono fortunatamente sostituite dal modello di bellezza dei giorni nostri che è caratterizzato da una figura femminile magra, ma di una magrezza “sana”, dove la pancia è piatta, ma il seno e i fianchi sono prosperosi e sodi e i volti sono luminosi e intensi, caratterizzati da labbra carnose, occhi profondi, nasi delicati e zigomi scolpiti.




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